Criteri all’acquisto di generi alimentari per una scelta a vantaggio dell’ambiente.

foto 3Fortunatamente i nostri mercati abbondano di merci e visto la vastità dell’offerta possiamo permetterci di scegliere.

Nell’acquisto di un alimento possiamo agire tenendo conto di varie caratteristiche del prodotto: fresco o a lunga conservazione, tipo di ingredienti, informazioni nutrizionali, assenza di alimenti allergeni, presenza di certificazioni di qualità (DOP, BIO, o  attestazioni di prodotto) origine del prodotto e addirittura sulla base del tipo di contenitore.

 Brevemente:

-Fresco o a lunga conservazione: è da tenere a mente che il trattamento che ha subito l’alimento per essere a lunga durata (più frequentemente un trattamento termico) depaupera il prodotto di parte delle sostanze che possono fare bene al nostro organismo :vitamine, enzimi, proteine e principi nutritivi. Dal punto di vista nutrizionale va preferito il prodotto fresco; se però non dobbiamo utilizzare l’alimento subito  ma tenerlo di scorta è utile il prodotto a lunga conservazione.

-Tipo di ingredienti : bisogna sempre leggere l’ordine in cui sono elencati. Per legge sono in ordine decrescente. Se devo decidere ad esempio tra due sughi al pesto il cui ingrediente in maggiore quantità (per primo) è l’olio, confronto i vari prodotti valutando il tipo di olio utilizzato: è indiscutibile che migliore sarà quello con olio extravergine di oliva.

- Informazioni nutrizionali: riportano la percentuale in cui sono contenuti i diversi principi nutritivi  per 100 g o nella totalità dell’alimento e il valore energetico. Utilissime per darci la possibilità scegliere il tipo di cibo: più o meno proteico, fatto con che tipo di grassi, con quanti zuccheri e controllare l’assunzione di calorie giornaliere.

-Assenza di alimenti allergeni: chi è allergico o intollerante a qualche alimento oggi ha più proposte: vedo aumentare la disponibilità farine di cereali diversi per dare la possibilità di sostituire il frumento, così come ampie sono le opzioni per coloro che non digeriscono il lattosio. Bello che oggi si possa scegliere anche prodotti iposodici. Va riposta molta attenzione all’etichetta.

- Certificazioni di qualità : capitolo delicatissimo. La domanda che mi pongo sempre è : “Chi fa i controlli riesce veramente a cogliere in fallo chi non rispetta i regolamenti e a selezionare i produttori seri”? Confidando in questo, si tratta di prodotti con una marcia in più. Bio (in altre lingue si dice organic e secondo me il termine chiarisce meglio che si tratta di alimenti le cui materie prime sono prodotte solo con l’utilizzo di sostanze organiche non chimiche). IGP: la fase di trasformazione finale del prodotto avviene nel luogo dichiarato, DOP: tutta la filiera dall’origine alla fine avviene nel luogo dichiarato.

-Origine del prodotto: non è per campanilismo ma per pura logica: perché, ad es., comperare il pomodoro ramato dall’Olanda?, lì non c’è neanche il sole! E quanti chilometri devono fare questi pomodori per arrivare fino a noi?, con quanto inquinamento di strada? E quanto tempo prima bisogna averli raccolti perché resistano ad un tragitto così lungo? Preferire prodotti a Km 0 significa portare in tavola un prodotto di maggiore gusto e che ha generato un minore inquinamento.

-Tipo di packaging, imballaggio : è evidente che acquistando un prodotto sfuso si riducono al minimo i rifiuti, addirittura si ha rifiuto zero se il prodotto lo consumo tutto, senza fare avanzi. Per un acquisto a minore impatto ambientale lo sfuso è meglio ma in certi casi non si può fare a meno del prodotto confezionato: per questione di igiene, ma anche per comodità d’uso. Per la scelta dell’alimento confezionato va fatta una cauta valutazione sul livello di inquinamento che produce lo specifico imballaggio.

Riporto alcune delle decisioni che quotidianamente mi si presentano. Latte : preferisco la confezione in cartone misto invece della bottiglia in plastica PET. Insalata prelavata: scelgo quella nel sacchetto invece di quella in vaschetta di plastica.  Olive in conserva: quelle in busta generano meno spazzatura di quelle in vasetto di vetro con coperchio di alluminio. Gelato: meglio le vaschette in cartone misto.

Al momento mi rimangono dei punti deboli: gli affettati o prodotti di gastronomia. Quanti involucri per un etto di prodotto!, penso sempre che dovrei andare al banco portando da casa il mio contenitore riutilizzabile. Da domani inizio!.

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